NOME: Eliselle
ATTIVITA’: Scrittrice
SEGNI PARTICOLARI: Shoes addicted and Kitty addicted
Dimmi il tuo nome e associalo a qualcosa di tuo che ti caratterizzi.
Il mio vero nome è Elisa, e lo associo alla mia soffitta, dove leggo, scrivo, lavoro. È piena di libri e di oggetti assolutamente inutili ma molto kawaii, e credo che sintetizzi bene la mia doppia anima.
Cosa fai nella vita e/o cosa vorresti fare?
Nella vita mi arrangio come copywriter e tutor per mantenere la mia passione per la scrittura, che non sono ancora certa di voler trasformare in un lavoro vero: la vivo in modo molto libero, come esigenza vitale, e la mia paura è che come mestiere porti frustrazioni per cui non valga proprio la pena. Piuttosto, mi piacerebbe lavorare nel campo dell’editoria, alla ricerca di libri validi e nuovi talenti.
Al giorno d’oggi è difficile diventare scrittori?
Non credo che il difficile sia diventare scrittori. Ci sono scrittori assolutamente inconsapevoli di esserlo, e altri che si credono scrittori ma non lo sono: il difficile sta nel capire la differenza.
Un tuo talento
L’ascolto.
Un tuo limite
L’introversione.
Cosa ti fa paura?
L’ignoranza, l’estremismo, la chiusura mentale, l’anaffettività.
Racconta con pochissime parole la trama di uno dei tuoi libri
Racconto qualcosa del mio nuovo romanzo, “Le avventure di una Kitty addicted”, che non ha ancora un editore ufficiale, ma che in compenso ha già un blog di riferimento molto particolare: http://www.kittyaddicted.blogspot.com/ . Narra la storia di Viola, una ragazza che, davanti alla crisi dei trenta, regredisce e sviluppa una forma di addiction, ovvero una dipendenza da... Hello Kitty. È un romanzo divertente, per sorridere con leggerezza delle manie e delle paranoie contemporanee.
Ci racconti un tuo incubo?
Sogno spesso invasioni aliene. Sono sogni parecchio violenti, dove si spara e si sgozza, però è strano perché in questi incubi riesco sempre a cavarmela, in qualche modo.
Ti occupi anche di storia medievale. Qual è l’utilità della storia?
Imparare dagli errori propri e altrui. Il più delle volte, però, non ci si riesce.
Il mondo oggi: 5 parole per definirlo
Precario, ambiguo, feroce, menefreghista, autodistruttivo.
Essere o apparire?
Essere. Indossando un tacco 12.
L’ultima volta che hai sofferto per amore
Da qualche mese a questa parte.
L’ultima volta che hai sofferto per amicizia
Qualche anno fa. La considero al pari di una delusione d’amore.
Hai mai ricevuto una proposta indecente?
Mi è capitato lavorando in ufficio. Una situazione surreale, che presumo finirà prima o poi in uno dei miei prossimi romanzi.
Cos’hai risposto?
Ho risposto di no. Ma ho preso appunti.
Nel caso non si potesse conciliare sesso con amore, è meglio sesso senza amore o amore senza sesso?
Che domanda difficile. L’amore può fare soffrire, col sesso non c’è questo problema, quindi opterei per il sesso senza amore.
Ci racconti qualcosa di divertente che ti è accaduto?
Alle presentazioni di “Fidanzato in affitto”, è stato bello vedere le casalinghe e le donne totalmente digiune del mondo fetish, sgranare gli occhi e chiedermi informazioni su dove cercare e come potersi procurare uno schiavo. Aspiranti mistress crescono.![]()
Coincidenze o destino?
Non credo alle coincidenze. Lost ha cambiato la mia visione della vita per sempre.
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Dipende dalle giornate e dagli stati d’animo. La costante, è che non è mai né del tutto pieno né del tutto vuoto: e questo forse è un bene, no?
Salutaci con una frase saggia
La morte è certa, la vita no. L’ho sentita in OZ l’altro giorno, la trovo molto vera.
E adesso salutaci con una pernacchia
Ascoltando i Green Day a palla, alzo il mio dito medio!
